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Case dell'Acqua: "innovazione della tradizione"

L’Italia detiene il primato europeo di consumo pro capite di acqua minerale in bottiglia: 194 litri all’anno. Questa cifra è stata tradotta in una produzione di 350.000 tonnellate di PET, utilizzati per imbottigliare i 12 miliardi di litri di acqua minerale, consumata nella sola annata del 2006. Nella fase di confezionamento questo materiale ha richiesto un consumo di 665.000 tonnellate di petrolio e di 910.000 tonnellate di CO2. Vanno considerate, inoltre, le emissioni dei gas di scarico di TIR atti al trasporto di acqua minerale in bottiglia (soltanto il 18% viaggia su rotaia). Questo consumo di acqua in bottiglia comporta un costo importante per il gestore dei rifiuti in fase di smaltimento di materiale plastico che quindi, di riflesso, ricade sulle imposte ai cittadini. A fronte di queste cifre in Italia sta crescendo la consapevolezza di adottare comportamenti più sostenibili appoggiando un maggiore utilizzo dell’acqua di rete.

Si tratta di edifici tecnologicamente avanzati il cui cuore è composto da impianti in grado di erogare acqua liscia a temperatura ambiente, refrigerata e gassata refrigerata. "Innovazione della tradizione" appunto, andando a ripescare nel folklore dei nostri avi le famose "fontanelle" di paese, dotandole di apparecchiature all’avanguardia per offrire un servizio necessario a salvaguardare l’ambiente, ma anche a lanciare un messaggio sull’importanza dell’ acqua come bene di tutti. I vantaggi delle "Case dell’Acqua": sono Ecologiche: favoriscono la riduzione di CO2 e petrolio dovuti alla produzione del PET ed ulteriore riduzione di CO2 dovuta alle emissioni dei gas di scarico dei TIR atti al trasporto di bottiglie in plastica; meno materiale plastico da smaltire. sono Economiche: da un lato si garantisce un risparmio significativo per i cittadini che si rivolgono alla Casa dell'Acqua, che evitano l’acquisto di acqua minerale in bottiglia; dall'altro le Pubbliche Amministrazioni e le Multiutilities potranno riscontrare una sostanziale riduzione dei costi di smaltimento delle materie plastiche utilizzate per le bottiglie (a solo titolo di esempio citiamo la Provincia di Como che grazie alla raccolta differenziata e alla comunicazione mirata all'utenza ha "risparmiato" nell'anno 2007 la somma di 250.000,00 Euro che ha utilizzato l'anno successivo per indire una Bando per la realizzazione delle Case dell'Acqua sul proprio territorio, bando che si rinnova in modo esponenziale di anno in anno). sono Socialmente Utili: ricreano, come succedeva in passato attorno alle fontanelle di paese, punti d’incontro e di socializzazione. L’avanzata tecnologia presente in queste strutture non riguarda solamente l’impianto di erogazione: l'installazione di pannelli di comunicazione, insieme alla struttura stessa, possono fornire informazioni circa la qualità dell’acqua erogata, i controlli effettuati, i miglioramenti arrecati al territorio, piuttosto che messaggi o comunicati dell'Amministrazione o del Gestore, che altrimenti dovrebbero essere divulgati con manifesti o volantinaggio (evitando quindi ulteriori sprechi, di carta).

Liscia o gassata?

La fontana pubblica nella storia ha accompagnato l’evoluzione non solo della architettura, ma anche della cultura, della storia e della tecnologia. Essa ha rappresentato il punto centrale e qualificante della città, spesso come complesso architettonico e scultoreo monumentale, che evidenziava la potenza e la ricchezza della autorità costituita, per abbellire piazze, giardini, parchi. Al tempo stesso ha assolto una funzione eminentemente pratica, fornendo acqua da attingere, non solo per uso potabile. Con l’industrializzazione e il progresso economico-sociale che dall’inizio del XIX secolo ha investito gran parte della società soprattutto nel mondo occidentale il rapporto fra fontane e comunità tende a mutare, ridimensionando ruolo e significato delle fontane. La diffusione delle reti di acquedotto ha fortemente rivitalizzato in una prima fase l’importanza delle fontane.